Al via Q-Vibe, il progetto EIC Pathfinder Open

Prende ufficialmente il via Q-Vibe – Quantum-enhanced Vibrational microscopy, il progetto finanziato dallo schema EIC Pathfinder Open e coordinato dal Politecnico di Milano attraverso il Dipartimento di Fisica.

Il progetto è coordinato da Marco Marangoni, docente del Dipartimento di Fisica, con il coinvolgimento diretto di Francesco Basso Basset e Giulio Cerullo nel team scientifico del Politecnico di Milano.

Q-Vibe punta a sviluppare un nuovo microscopio vibrazionale quantistico basato sull’imaging con fotoni non rivelati, una tecnica che consente di ottenere informazioni nell’infrarosso medio utilizzando sorgenti laser e rilevatori nel vicino infrarosso.

L’obiettivo è rendere la microscopia infrarossa più accessibile, permettendo analisi chimiche label-free, non distruttive e ad alta risoluzione. La tecnologia sarà progettata per produrre mappe iperspettrali nella regione del fingerprint molecolare, superando alcuni limiti degli attuali sistemi FTIR in termini di complessità, costi e velocità di acquisizione.

Il progetto affronterà in particolare l’identificazione e classificazione delle microplastiche, un ambito cruciale per il monitoraggio ambientale e per lo sviluppo di metodi di analisi più rapidi e armonizzati.

Il progetto è stato avviato con il kickoff meeting, svoltosi giovedì 11 e venerdì 12 giugno presso l’Aula Blu del Dipartimento di Fisica, che ha riunito i partner del consorzio internazionale: Humboldt-Universität zu Berlin, NIREOS SRL, Aalborg University e 3photon. All’incontro partecipano Sven Ramelow, Jes Vollertsen, Alvise Vianello, Fabrizio Preda e Marius Šemeta, insieme al team del Politecnico di Milano.

Il progetto integra competenze in ottica non lineare, imaging quantistico, spettroscopia FTIR, camere iperspettrali, cristalli non lineari e analisi ambientale, con l’obiettivo di trasformare una tecnologia quantistica emergente in uno strumento concreto per la ricerca, l’ambiente e l’industria.