Mattia Russo, ricercatore, e Margherita Maiuri insieme a Giulio Cerullo, docenti del Dipartimento di Fisica, hanno contribuito a uno studio che ha svelato un adattamento evolutivo della Posidonia oceanica, la pianta marina simbolo del Mediterraneo, capace di migliorarne l'efficienza fotosintetica anche in condizioni di scarsa illuminazione.
La ricerca ha mostrato che, nel corso dell'evoluzione, la Posidonia oceanica ha modificato la struttura del proprio fotosistema I, sviluppando un sistema di raccolta della luce più esteso rispetto a quello delle piante terrestri. Questa caratteristica consente di trasferire più rapidamente l'energia verso il centro di reazione della fotosintesi, mantenendo elevate prestazioni anche nei fondali marini dove la luce è limitata.
Grazie alla Spettroscopia Bidimensionale Elettronica (2DES), il gruppo di ricerca ha osservato il trasferimento dell'energia all'interno del fotosistema su una scala temporale di pochi femtosecondi, offrendo nuove informazioni sui meccanismi che rendono particolarmente efficiente la fotosintesi della Posidonia oceanica.
I risultati dello studio potranno contribuire a una migliore comprensione dell'evoluzione delle piante marine e favorire lo sviluppo di colture capaci di sfruttare la luce in modo più efficiente, con possibili ricadute sulla produttività agricola e sull'utilizzo sostenibile delle risorse.
Lo studio, condotto in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, l'Università di Verona e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nell'ambito dell'European Research Council (ERC) Advanced Grant "GrInSun", è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.
