La luce e la fisica: intervista a Mauro Nisoli per la Giornata Internazionale della Luce

Il 16 maggio ricorre la Giornata Internazionale della Luce, proclamata dall’UNESCO per ricordare l’importanza della luce nella nostra vita quotidiana e le sue applicazioni in ambito scientifico.

In occasione di questa giornata, abbiamo intervistato Mauro Nisoli, professore ordinario, Direttore del Dipartimento di Fisica e responsabile del centro di ricerca Attosecond Research Center, che ci spiega cosa rappresenta la luce per la ricerca scientifica e quale ruolo ricopre oggi nella fisica.

Perché è così importante la luce e che ruolo ha nella fisica?

La luce è fondamentale perché è uno dei principali modi attraverso cui conosciamo il mondo. Grazie alla luce osserviamo ciò che ci circonda, studiamo la materia, raccogliamo informazioni dall’universo e misuriamo fenomeni fisici con altissima precisione. Nella storia della fisica ha avuto un ruolo decisivo: comprendere la natura della luce ha portato allo sviluppo dell’elettromagnetismo, della relatività e della meccanica quantistica. Ancora oggi, la luce è al tempo stesso oggetto di studio e strumento potentissimo per esplorare la realtà.

Mauro Nisoli, Direttore del Dipartimento di Fisica nel suo ufficio

Le scoperte condotte nei laboratori di fisica possono tradursi in applicazioni concrete per la società?

La ricerca di base nasce spesso dal desiderio di comprendere un fenomeno, senza che vi sia un’applicazione immediata già prevista. Eppure, molte tecnologie che oggi utilizziamo quotidianamente derivano proprio da scoperte nate nei laboratori di fisica. Pensiamo ai laser, alle fibre ottiche, alla diagnostica medica per immagini, ai sensori, ai pannelli fotovoltaici o alle tecnologie per le telecomunicazioni.

Il passaggio dalla ricerca fondamentale alle applicazioni concrete non è sempre immediato, ma è essenziale: dalla comprensione dei principi fisici si sviluppano strumenti capaci di migliorare la salute, l’energia, l’ambiente, la sicurezza e la comunicazione.

Che ruolo hanno laser, fotonica e tecnologie ottiche nella ricerca contemporanea?

Laser, fotonica e tecnologie ottiche sono oggi centrali in moltissimi settori della ricerca. I laser permettono di produrre luce estremamente controllata, intensa e precisa, utile per misurare, manipolare e analizzare la materia. La fotonica studia e utilizza la luce per trasmettere, elaborare e raccogliere informazioni, con applicazioni che vanno dalle comunicazioni ultraveloci alle tecnologie quantistiche.

Le tecniche ottiche sono indispensabili anche in medicina, microscopia, astronomia, studio dei materiali e monitoraggio ambientale. In molti casi, la luce consente di osservare fenomeni che altrimenti resterebbero invisibili.

Quale sarà secondo lei la prossima grande sfida scientifica legata alla luce che vedremo affrontare nei prossimi dieci anni?

Nei prossimi dieci anni una delle grandi sfide sarà controllare la luce e la materia con precisione sempre maggiore, fino a scale microscopiche e quantistiche. Questo potrà aprire la strada a nuovi sensori estremamente sensibili, comunicazioni più sicure, computer quantistici, strumenti diagnostici più avanzati e tecnologie energetiche più efficienti.

Un’altra sfida importante sarà rendere queste innovazioni sostenibili, accessibili e utili alla società. La luce non sarà soltanto uno strumento per osservare il mondo, ma diventerà sempre più un mezzo per modificarlo, proteggerlo e comprenderlo meglio.

C’è un messaggio che vorrebbe lasciare agli studenti e alle studentesse che si avvicinano oggi alla fisica e alla ricerca?

A chi si avvicina oggi alla fisica direi di non perdere mai la curiosità. La ricerca nasce dalle domande, anche da quelle che sembrano semplici o ingenue. Studiare fisica significa imparare a osservare con attenzione, a ragionare con rigore e a non accontentarsi delle spiegazioni superficiali.

È un percorso impegnativo, ma anche creativo, che ci aiuta a capire il mondo e a costruire strumenti utili per il futuro. La luce, in questo senso, è un simbolo perfetto della ricerca: illumina ciò che non conosciamo ancora e ci invita a guardare oltre.

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